ISMAR

Responsabile: STEFANO GUERZONI

Indirizzo: Via Pola, 4 – 71010 Lesina FG Puglia
Tel.: 0882 992702
Fax: 0882 991352
E-mail: responsabile@fg.ismar.cnr.it
Sito web dell’Istituto: http://www.ismar.cnr.it
Sito Web dell’ Articolazione: http://www.fg.ismar.cnr.it/
Dipartimento di prevista afferenza: Scienze del sistema Terra e tecnologie per l’ambiente

Missione

Studio dei processi fisici, biofisici ed ecologici legati alla circolazione oceanica che ha influenza sui cambiamenti climatici – Studio dei meccanismi che regolano i cicli bio-geochimici associati alla circolazione ed alla biologia di mari ed oceani – Indagini sull’origine dei mari italiani (nell’ambito della geologia del Mediterraneo) e dei bacini oceanici, essendo questi studi fortemente connessi ai rischi sismici e vulcanici – Formazione e alterazione dei margini continentali, anche in relazione alle variazioni climatiche – Studio della biologia delle specie ittiche, dell’ecologia marina, delle interazioni tra ambiente e pesca, e del miglioramento delle pratiche di maricoltura e acquacoltura.

L’Istituto di Scienze Marine (ISMAR) nasce dalla tradizionale attività di ricerca in mare che il CNR ha storicamente effettuato, anche in collaborazione con l’Università e con altri enti di ricerca pubblici cui metteva a disposizione i propri mezzi navali, mediante i suoi almeno 11 Istituti che effettuavano ricerche di scienza e tecnologia marina.
Attualmente l’ISMAR si caratterizza per essere prevalentemente localizzato nella parte settentrionale della penisola, la sede ha accorpato a Venezia l’Istituto di Biologia Marina e l’Istituto per lo studio della dinamica delle grandi masse. Nell’Adriatico sono allocate anche le sezioni di Trieste e di Lesina mentre nel nord Tirreno quella di Lerici e quella di Genova. ISMAR effettua ricerche nel campo dell’oceanografia fisica e chimica e biologica (sezioni di Lerici, Lesina, Trieste e sede), nel campo della geologia marina (sezione di Bologna) e della tecnologia e biologia della pesca (sezioni di Ancona e Lesina) e una parte di attività tecnologiche marine con la sua sezione di Genova. In particolare la Biologia marina è presente con competenze legate all’ecologia del plancton e del bentos e di ecotossicologia, alla genetica ed alle biotecnologie della riproduzione nonché alla maricoltura ed alla valutazione degli stock di pesca. L’oceanografia chimica con studi sui cicli biogeochimici di ambienti diversi mentre l’oceanografia fisica con studi sulle correnti e sulla dispersione ed il trasporto, l’interazione aria-mare e l’influenza con il clima. Questi studi vengono effettuati mediante metodiche fluodinamiche, la modellizzazione oceano-ecosistema ed il telerilevamento. La geologia marina si occupa basicamente di tettonica, stratigrafia e paleoclimatologia ma anche di sedimentologia e geologia ambientale e, con particolare riferimento alla laguna di Venezia, di subsidenza e di idrogeologia. Le tecnologie legate all’ambiente marino in sviluppo presso ISMAR sono quelle legate all’acustica della pesca ed alla tecnologia della nave e degli attrezzi da pesca neanche della sicurezza e salute sulle navi da persca. Infine un settore è dedicato allo studio della protezione dalla corrosione e dal fouling dei materiali d’impiego marino.

Attività di ricerca

ISMAR svolge ricerche in aree polari, oceaniche e mediterranee per studiare:
- l’evoluzione degli oceani e dei margini continentali per definire l’attività di vulcani, faglie e frane sottomarine e gli scenari di impatto sulle coste;
- l’influenza dei cambiamenti climatici sulla circolazione oceanica, l’acidificazione, i cicli biogeochimici e la produttività dei mari;
- gli habitat e l’ecologia marina, il crescente inquinamento delle aree costiere e profonde;
- le risorse alieutiche per mantenerne lo sfruttamento entro limiti sostenibili e miglorare le pratiche di maricoltura e acquacoltura;
- i fattori naturali e antropici che impattano economicamente e socialmente su coste e lagune dalla preistoria all’epoca indurstriale.

Pesca e acquacoltura
La scienza della pesca ha per obiettivo la gestione e la compresione dei problemi legati alle attività alieutiche. Come tale, essa è una scienza multidisciplinare che spazia dall’oceanografia alla biologia marina, dalla gestione alla conservazione delle risorse, dalla dinamica di popolazione all’economia di mercato, finalizzata a fornire un quadro integrato della pesca.
L’acquacoltura, denominata maricoltura quando praticata in ambiente marino, riguarda l’allevamento in condizioni controllate di organismi di ambiente marino e salmastro, come pesci, molluschi e crostacei per sostenere la crescente domanda e lo sfruttamento di prodotti derivanti dalla pesca in mare.

Oceanografia fisica e chimica
ISMAR studia la struttura e la dinamica dell’oceano, la propagazione di perturbazioni, il trasporto di calore, elementi disciolti, nutrienti e l’interazione con processi chimici e biologici al suo interno (eutrofia, ipossia e anossia). Il comportamento dell’oceano è studiato anche alle sue interfacce, superiore (acque-atmosfera) ed ineriore (fondo mare), combinando approcci osservativi e modellistici.
Le osservazioni provengono da crociere oceanografiche, strumenti ancorati e remote sensing. L’approccio modellistico è sia numerico che analitico ed è funzionale alla previsione di onde e correnti a scala costiera, regionale e di bacino. Misure continue dello stato dell’oceano, del Mediterraneo e di altre regioni significative come l’Antartide e l’Artico, offrono lunghe serie temporali che permettono di comprendere il ruolo dei mari nei cambiamenti climatici attraverso variazioni nel tasso di formazione di acque profonde, l’evaporazione e la concentrazione di sale e l’acidificazione delle acque.

Geologia e geofisica
ISMAR studia la tettonica a zolle e l’evoluzione dei margini continentali. Collaborazioni con enti governativi e con l’industria sono in atto per lo studio della pericolosità geologica associata ai processi sedimentari e tettonici e per ricerche nel campo della geologia del petrolio.
Il gruppo di geodinamica studia l’evoluzione di rift continentali, dorsali oceaniche e faglie trasformi in Mar Rosso, in Atlantico e negli oceani periantartici; in Mediterraneo è impegnato nella definzione delle strutture tettoniche attive, del vulcanesimo sottomarino, dei processi idrotermali e della conseguente pericolosità geologica. Il gruppo di sedimentologia e stratigrafia studia gli ambienti costieri, di piattaforma, di scarpata e di piana bacinale per definire il ruolo dei processi sedimentari nell’evoluzione dei margini continenetali. Un campo di ricerca riguarda l’interazione fra processi seidmentari ed ecosistemi marini.

Clima e paleoclima
ISMAR contribuisce allo studio della variabilità naturale del sistema climatico terrestre e dell’impatto delle attività umane che lo stanno alterando. I cambiamenti climatici della Terra sono governati da interazioni tra atmosfera, gli oceani, la criosfera, l’attività vulcanica, la biosfera oltre a foranti esterni come la variabilità della radiazione solare.
ISMAR kavira, a scala di Mediterraneo, su serie temporali lunghe di misure accoppiate di parametri meteorologici e oceanografici che offrono la possibilità di ottenere una definizione quantitativa e più affidabile dei cambiamenti in atto.
ISMAR sfrutta archivi naturali da una molteplicità di indicatori (sedimentalogici, biologici, geochimici e proprietà magnetiche) per ricostruire la variabilità naturale e gli impatti antropici sui regimi climatici dall’inizio dell’Olocene e il succedersi dei cicli glaciali del Quaternario ed i loro meccanismi.

Ecosistemi e biogeochimica
ISMAR ha una lunga tradizione di ricerche sulle comunità biologiche degli ecosistemi marini, da quelli di transizione e costieri a quelli profondi, inclusi gli ambienti chemosintetici e quelli estremi in regioni polari. Particolare attenzione è rivolta allo studio della fenologia, della struttura e del ruolo funazionale delle comunità plactoniche e bentoniche, in relazione alle variabili ambientali, ai cambiamenti climatici e all’impatto delle attività umane.
In questo contesto rivestono un’importanza primaria le ricerche sulla biodiversità, in connessione ai processi principali dell’ecosistema marino (es.: produttività primaria, cicli del carbonio e dei nutrienti, trasferimenti lungo la rete trofica), alla loro stabilità e fluttuazione nel tempo. Lo studio della biodiversità si avvale anche dell’analisi di marcatori genetici e citogenetici epr identificare specie criptiche. Nell’ambito delle atività rivolte alla valutazione dell’impatto dell’uomo sugli ecosistemi marini, le ricerche di ISMAR includono anche lo studio dell’introduzione delle specie aliene e della presenza e diffusione di specie algali potensialmente tossiche in Mediterraneo.

Sistemi costieri: processi naturali e impatti antropici
La fascia costiera è tra le aree al mondo modificate in modo più pervasivo dalle attività umane da molti millenni e soprattutto dopo la rivoluzione industriale. Il Mediterraneo offre una delle più estese e diversificate varietà di ambienti costieri del mondo e ISMAR studia la risposta di questi sistemi a transienti e cambiamenti climatici.
L’evoluzione della zona costiera è ricostruita attraverso studi geofisici, sedimentologici, mappatura degli habitat, integrati coni trend dinamici del territorio ricavati da carte storiche georiferite. L’impatto antropico durante il periodo industriale è messo in relazione a quello in epoca storica pre-industriale per comprendere gli effetti di inquinamento, erosione costiera e piene fluciali. La qualità degli amvienti di transizione è definita in base allo studio combinato di processi idrolgici, ecologici ed ecotossicologici.

Sviluppo tecnologico
Lo sviluppo tecnologico in ISMAR ha come obiettivo il miglioramento dell’efficienza e delle prestazioni degli attressi da pesca, anche in termini di riduzione delle catture accidentali di specie protette e di abbattimneto dei consumi di carburante.
ISMAR è coinvolto nello studio del comportamento di materiali metallici innovativi in ambiente marino e nello sviluppo tecnologico di nuovi pre-trattamenti e rivestimenti fianlizzati alla protezione dei materiali dalla corrosione e dal bioinsediamento con tecniche che minimizzino l’inquinamento ambientale.
ISMAR sviluppa attrezzature innovative per il campionamento del fondo marino fianlizzate sia allo studio dell’interfacia acqua-sedimento, sia al recupero di sezioni di sedimenti indisturbati per lo studio dei cambiamenti ambientali passati.