IRPI

Direttore: Fausto Guzzetti

Indirizzo: Via Madonna Alta 126 , 06128 – Perugia
Tel.: 075 5014402
Fax: 075 5014420
E-mail: direttore@irpi.cnr.it
Brochure dell’Istituto:
Sito web dell’Istituto: http://www.irpi.cnr.it
Sito Web dell’ Articolazione: http://www.ba.irpi.cnr.it

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Missione:

La missione dell’Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica (IRPI), del Dipartimento Terra e Ambiente, è quella di progettare, promuovere ed eseguire ricerca scientifica e sviluppo tecnologico nel settore dei rischi naturali, con particolare attenzione ai rischi geo-idrologici. L’attività è condotta a tutte le scale temporali e geografiche, e in differenti ambienti fisiografici e climatici. L’obiettivo scientifico è la produzione di nuova conoscenza sui fenomeni naturali potenzialmente pericolosi e le loro interazioni con l’ambiente naturale e antropico. L’obiettivo applicativo consiste nello sviluppo di tecnologie e prodotti innovativi utili alla definizione e alla mitigazione del rischio, alla corretta pianificazione territoriale, e per la gestione efficace e sostenibile del territorio e dell’ambiente.

L’Istituto è costituito da sei unità geograficamente distinte, a Perugia (sede dell’Istituto), Bari, Cosenza, Firenze, Padova e Torino. Nel suo complesso, l’Istituto si caratterizza come una rete di laboratori e competenze distribuite. Considerata la missione dell’Istituto, ciò rappresenta un valore.

Nell’Istituto operano 141 persone, fra cui 100 dipendenti (88 a tempo indeterminato e 12 a tempo determinato), così suddivisi: 52 ricercatori e tecnologi (6 dirigenti di ricerca, 6 primi ricercatori, 37 ricercatori, 3 tecnologi), 28 tecnici e 20 amministrativi. Le competenze del personale strutturato sono molteplici, comprendendo geologi (25), ingegneri (17), agronomi e forestali (5), fisici (3), matematici (1), e naturalisti (1). Sono in corso le procedure di selezione per sei nuovi ricercatori, che presumibilmente saranno assunti entro il 2011. Al personale strutturato si aggiungono 24 assegnisti di ricerca, 6 borsisti, 9 dottorandi, e 2 collaboratori a progetto. Partecipano alle attività dell’Istituto sei associati.

Nel 2010, il finanziamento ordinario all’Istituto è stato di 235 K-euro, cui vanno aggiunti 5.961 K-euro per gli stipendi del personale a tempo indeterminato, 609 K-euro per gli affitti delle sedi di Perugia, Bari e Cosenza, e 459 K-euro per le cinque Aree della Ricerca nelle quali l’Istituto ha sede. A fronte di un costo complessivo di 7.264 K-euro, i ricercatori hanno raccolto nel 2010 3.795 K-euro, corrispondenti al 52% del costo totale. Le cifre sono in linea con quelle registrate nel quinquennio 2006 – 2010. In particolare, il rapporto fra i ricavi e i costi è stato il più elevato del quinquennio.

I principali committenti delle attività di ricerca e sviluppo realizzate dall’Istituto sono: (i) la Commissione Europea, (ii) il Dipartimento della Protezione Civile, (iii) l’Agenzia Spaziale Italiana, (iv) le Regioni e altre amministrazioni locali, e (v) le imprese.

I principali punti di forza dell’Istituto sono:

• Elevate competenze scientifiche, in diversi campi disciplinari, di una parte rilevante dei ricercatori e dei tecnologi che operano nell’Istituto, testimoniate dalla capacità di pubblicare nelle migliori riviste di settore.

• Volontà e capacità dei ricercatori e dei tecnologi di produrre risultati di valenza e interesse applicativo, testimoniate dal trasferimento di conoscenze e metodologie ad enti e strutture nazionali e locali.

• Elevata capacità di acquisire risorse nel mercato della ricerca, testimoniata dalla partecipazione a progetti europei e nazionali, e dalla mole di risorse acquisite.

• Fitta rete di contatti con ricercatori, gruppi di ricerca, e istituti di ricerca in Italia, in Europa e nel mondo. Capacità di interagire e cooperare internazionalmente, dimostrata dalla partecipazione all’organizzazione di manifestazioni scientifiche internazionali, e dalle attività editoriali svolte per le riviste di settore.

• Struttura “a rete”, che massimizza la presenza dell’Istituto nel territorio, con implicazioni positive per la capacità di svolgere ricerca “di campo” e di attrarre interessi e risorse locali, in particolar modo da parte delle Regioni.

• Patrimonio documentale unico per i rischi geo-idrologici. Gli archivi storici di Cosenza, Perugia e Torino sono unici, e permettono ricerche originali come quella concernente la definizione dei livelli di rischio da frana e da inondazione per la popolazione.

• Capacità didattiche di ricercatori e tecnologi, dimostrata dalle docenze e da numerosi tutoraggi di studenti, dottorandi e post-doc, italiani e stranieri.

• L’Istituto è “Centro di Competenza” del Dipartimento della Protezione Civile. Oltre a fornire consistenti risorse economiche, ciò consente l’accesso a dati e informazioni utili per le attività di ricerca altrimenti difficilmente ottenibili.

• Infine, l’Istituto sta acquisendo un LiDAR avio-trasportato, ottenuto nell’ambito dell’Intesa di Programma CNR – MIUR per il Mezzogiorno. Aggiunto alle strumentazioni e alle competenze già presenti in Istituto, lo strumento costituisce un patrimonio unico nel panorama degli Enti di Ricerca nazionali.

Attività di ricerca

La missione dell’Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica (IRPI), del Dipartimento Terra e Ambiente, è quella di progettare, promuovere ed eseguire ricerca scientifica e sviluppo tecnologico nel settore dei rischi naturali, con particolare attenzione ai rischi geo-idrologici. L’attività è condotta a tutte le scale temporali e geografiche, e in differenti ambienti fisiografici e climatici. L’obiettivo scientifico è la produzione di nuova conoscenza sui fenomeni naturali potenzialmente pericolosi e le loro interazioni con l’ambiente naturale e antropico. L’obiettivo applicativo consiste nello sviluppo di tecnologie e prodotti innovativi utili alla definizione e alla mitigazione del rischio, alla corretta pianificazione territoriale, e per la gestione efficace e sostenibile del territorio e dell’ambiente.

L’attività di ricerca e sviluppo tecnologico svolta dall’Istituto è variegata, e si articola prevalentemente nell’ambito di cinque principali “commesse” di ricerca, riguardanti:

• Piene e inondazioni,
• Frane e altri movimenti in massa,
• Valutazione dei rischi e strategie di mitigazione,
• Tecnologie di monitoraggio per la previsione di fenomeni di instabilità.

La Commessa “Piene e inondazioni” è finalizzata allo studio delle piene, delle inondazioni e dell’instabilità fluviale e costiera e risponde alla crescente necessità di sviluppare modelli e metodologie per la previsione e la mitigazione del rischio idraulico. Essa si articola in linee di attività indirizzate all’acquisizione di informazioni e dati e allo sviluppo di modelli utili sia per la caratterizzazione climatica degli estremi idrologici, sia per un approfondimento della conoscenza dei fenomeni di base alla formazione e trasferimento delle piene, sia per migliorare la previsione delle piene ed il preannuncio in tempo reale. Inoltre, data la ripetitività degli eventi alluvionali, l’attività di ricerca è rivolta all’analisi storico-bibliografica relativa agli scenari d’inondazioni pregresse. I risultati delle diverse attività proposte potranno fornire agli organi decisionali una serie di strumenti atti a svolgere un ruolo attivo nei campi della previsione e prevenzione degli eventi di piena, della pianificazione territoriale e del monitoraggio delle grandezze meteo-idrologiche di interesse.

La Commessa “Frane e altri movimenti in massa” è finalizzata ad analizzare i processi gravitativi, partendo dai meccanismi di innesco, fino ad arrivare alle modalità di deposito, passando attraverso lo sviluppo e la propagazione dei fenomeni stessi. Le attività puntano a studiare la “fisica” dei fenomeni di dissesto, e a fornire un contributo conoscitivo per la definizione degli scenari di rischio e degli opportuni interventi mitigatori. I movimenti di massa presi in considerazione sono le frane, tipologicamente differenziate in base al cinematismo e ai materiali coinvolti, i debris flow, i fenomeni di subsidenza e di sprofondamento carsico, le valanghe e i fenomeni di instabilità che si sviluppano in ambiente glaciale e periglaciale e che sono segnalati in aumento nella catena alpina e in altre catene montuose della Terra in relazione alle variazioni climatiche in atto. Saranno anche prese in considerazione le Deformazioni Gravitative Profonde di Versante, soprattutto come fattore predisponente di altre tipologie di dissesto molto più pericolose per infrastrutture e tessuto antropico.

La Commessa “Valutazione dei rischi e strategie di mitigazione” ha l’obiettivo di migliorare le conoscenze necessarie alla valutazione del rischio posto da fenomeni naturali potenzialmente calamitosi, e intende sviluppare un quadro concettuale per l’analisi e la modellazione dei rischi naturali in Italia, a differenti scale geografiche, temporali, organizzative e amministrative. La commessa coordina attività di ricerca esistenti, e promuove nuove attività multi- ed inter-disciplinari. Gli obiettivi della commessa riguardano: (i) lo studio di fenomeni naturali potenzialmente calamitosi, in Italia e più in generale in Europa e nell’area mediterranea; (ii) la valutazione e la zonazione della suscettibilità e della pericolosità a diverse scale spaziali e temporali; (iii) la stima della vulnerabilità degli elementi a rischio, e la definizione dei livelli di rischio per la popolazione e i beni; (iv) la messa a punto di strategie di mitigazione e difesa dai rischi naturali e antropici, e (v) la definizione di metodi e strategie per una migliore gestione delle risorse territoriali, allo scopo di ridurre la pericolosità e di conservare le funzioni del suolo. La commessa fornisce conoscenze e prodotti utili a Ministeri, Agenzie, Enti Locali, e alla rete nazionale dei Centri Funzionali di Protezione Civile.

La missione dell’Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica (IRPI), del Dipartimento Terra e Ambiente, è quella di progettare, promuovere ed eseguire ricerca scientifica e sviluppo tecnologico nel settore dei rischi naturali, con particolare attenzione ai rischi geo-idrologici. L’attività è condotta a tutte le scale temporali e geografiche, e in differenti ambienti fisiografici e climatici. L’obiettivo scientifico è la produzione di nuova conoscenza sui fenomeni naturali potenzialmente pericolosi e le loro interazioni con l’ambiente naturale e antropico. L’obiettivo applicativo consiste nello sviluppo di tecnologie e prodotti innovativi utili alla definizione e alla mitigazione del rischio, alla corretta pianificazione territoriale, e per la gestione efficace e sostenibile del territorio e dell’ambiente.

L’attività di ricerca e sviluppo tecnologico svolta dall’Istituto è variegata, e si articola prevalentemente nell’ambito di cinque principali “commesse” di ricerca, riguardanti:

- Piene e inondazioni,
- Frane e altri movimenti in massa,
- Valutazione dei rischi e strategie di mitigazione,
- Tecnologie di monitoraggio per la previsione di fenomeni di instabilità.

La Commessa “Piene e inondazioni” è finalizzata allo studio delle piene, delle inondazioni e dell’instabilità fluviale e costiera e risponde alla crescente necessità di sviluppare modelli e metodologie per la previsione e la mitigazione del rischio idraulico. Essa si articola in linee di attività indirizzate all’acquisizione di informazioni e dati e allo sviluppo di modelli utili sia per la caratterizzazione climatica degli estremi idrologici, sia per un approfondimento della conoscenza dei fenomeni di base alla formazione e trasferimento delle piene, sia per migliorare la previsione delle piene ed il preannuncio in tempo reale. Inoltre, data la ripetitività degli eventi alluvionali, l’attività di ricerca è rivolta all’analisi storico-bibliografica relativa agli scenari d’inondazioni pregresse. I risultati delle diverse attività proposte potranno fornire agli organi decisionali una serie di strumenti atti a svolgere un ruolo attivo nei campi della previsione e prevenzione degli eventi di piena, della pianificazione territoriale e del monitoraggio delle grandezze meteo-idrologiche di interesse.

La Commessa “Frane e altri movimenti in massa” è finalizzata ad analizzare i processi gravitativi, partendo dai meccanismi di innesco, fino ad arrivare alle modalità di deposito, passando attraverso lo sviluppo e la propagazione dei fenomeni stessi. Le attività puntano a studiare la “fisica” dei fenomeni di dissesto, e a fornire un contributo conoscitivo per la definizione degli scenari di rischio e degli opportuni interventi mitigatori. I movimenti di massa presi in considerazione sono le frane, tipologicamente differenziate in base al cinematismo e ai materiali coinvolti, i debris flow, i fenomeni di subsidenza e di sprofondamento carsico, le valanghe e i fenomeni di instabilità che si sviluppano in ambiente glaciale e periglaciale e che sono segnalati in aumento nella catena alpina e in altre catene montuose della Terra in relazione alle variazioni climatiche in atto. Saranno anche prese in considerazione le Deformazioni Gravitative Profonde di Versante, soprattutto come fattore predisponente di altre tipologie di dissesto molto più pericolose per infrastrutture e tessuto antropico.

La Commessa “Tecnologie di monitoraggio per la previsione di fenomeni di instabilità” ha l’obiettivo scientifico e tecnologico di sviluppare e testare nuove tecnologie e nuovi strumenti per il monitoraggio di fenomeni geo-idrologico, inclusi i fenomeni di frana e i processi fluviali.

I principali committenti delle attività di ricerca e sviluppo realizzate dall’Istituto sono: (i) la Commissione Europea, (ii) il Dipartimento della Protezione Civile, (iii) l’Agenzia Spaziale Italiana, (iv) le Regioni e altre amministrazioni locali, e (v) le imprese.

La produttività scientifica dell’Istituto, misurata dal numero di pubblicazioni su “riviste ISI”, è cresciuta nel quinquennio 2006 – 2010. Nel 2010, il numero medio di pubblicazioni per ricercatore è stato pari a 1,0 e il costo medio di ciascuna pubblicazione (ISI) è stato di 127 K-euro; il costo più basso nel periodo 2006 – 2010. In aggiunta alle pubblicazioni ISI, il personale dell’Istituto ha prodotto oltre 270 prodotti editoriali, fra articoli non ISI, articoli in atti di convegni, libri, rapporti, risultati di progetto, abstract e attività editoriali.